Rompizzo

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Il rompizzo (anche detto rompicasio), è un graziosissimo leporide gigante dotato di grosse zampe posteriori che lo rendono goffo.

Le sue dimensioni sono davvero notevoli: i cuccioli misurano già un metro alla nascita, e un rompizzo adulto può raggiungere i rami più bassi degli alberi con le zampe anteriori.

A causa della sua grossa stazza e del suo incedere sgraziato, gli animali si burlano di lui o si rintanano quando si avvicina, ma se lui se ne accorge può offendersi ed è capace di raggiungerli in un balzo o due e, per vendicarsi, li tormenta con i suoi versi minacciosi e il suo ringhio finchè non si stanca.

Se però non lo si deride, il rompizzo può essere parecchio affabile, dare una mano negli spostamenti agli animali più piccoli o lenti, soddisfare le richieste altrui nei limiti del possibile.

La sua alimentazione è difficoltosa: pur essendo onnivoro, e potendo quindi mangiare tutti i prodotti degli alberi così come la stragrande maggioranza di insetti e altri piccoli animali, non sa distinguere le cose commestibili, quindi quando ha fame cerca qualcuno che sia in procinto di mangiare e gli prende il cibo agguantandolo con le grosse unghie retrattili, per essere sicuro di non avvelenarsi. Date le sue dimensioni, è raro che incontri resistenza.

Ha bisogno di vivere in compagnia, altrimenti si annoia a morte, e quando vede un altro animale intento alle proprie occupazioni, lo raggiunge alle spalle e lo coglie di sorpresa spaventandolo (e secondo lui questo è un bellissimo scherzo).

Per farsi notare, crea delle grosse bolle di sapone dall’ano, formandole con le tre code di cui è dotato. Ammaliati da questa manovra, che nessun altro è in grado di fare, gli animali accettano la sua presenza di buon grado, ignari di cosa li aspetta. Il rompicasio, infatti, ha un aspetto dolce e pacifico che induce chi non lo conosce a prenderlo per un coniglietto cresciuto, non sapendo che è vicina un’imprevedibile metamorfosi: non appena il rompizzo si sente al centro dell’attenzione e a proprio agio, comincia a far vibrare i peli che porta sulla testa per percepire suoni e odori che lo possono infastidire. Quando li ha individuati, inizia a tamburellare con i piedi provocando forti vibrazioni nel suolo che mettono in allarme gli animali più piccoli, e infine fa il suo verso caratteristico, lungo e insistente, col quale cerca di allontanare gli elementi di disturbo e chi li ha provocati. Se non riesce subito nell’intento, può sfoderare le unghie dalle dita o dare morsi con gli appuntiti denti del muso, che non feriscono mortalmente ma provocano piccoli tagli lenti a guarire. Alla reazione della compagnia, che si mette immantinente in fuga, reagisce inseguendo i più lenti, e ne raggiunge sempre qualcuno, riservandogli il trattamento di cui si è detto più sopra.

Per evitare di finire vittima di un rompicasio basta scorgere in tempo le vibrazioni dei peli sul capo e dietro la nuca e prepararsi a ignorarlo, tappandosi le orecchie e rimanendo immobili senza fuggire. In questo modo si inibisce infallibilmente la successione di comportamenti più sopra illustrata e ci si mette in salvo da graffi e morsettini. Il rompicasio però lo sa, e cerca di nascondere i lunghi peli con le orecchie.

Interessantissimo è il rituale che precede l’accoppiamento: il maschio del rompizzo fa bolle di sapone, batte i piedi e gira intorno alla femmina in una specie di tip tap dal ritmo sempre più sostenuto fino a diventare vorticoso, e la femmina gli lancia unghiate e piccole urla sempre più intense mentre con le code fa scoppiare le bolle di sapone che le capitano a tiro. Il corteggiamento finisce quando il maschio crolla a terra esausto e la femmina prende il sopravvento saltandogli sopra e mordendolo decisamente per tenerlo sveglio.

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